Il 2023 è iniziato con la realizzazione di un sogno! È già da un paio di anni che sognavo di andare in Kenya, più precisamente a Iten, ad allenarmi. Quest’anno, con la motivazione dei mondiali in casa a Flims-Laax e quindi con la voglia di fare il possibile per essere pronta a questo grande evento, ho colto l’occasione. Assieme a Florian, Sabine Hauswirth e Deborah Stadler siamo partiti per la grande avventura. Iten, un paesello kenyano, si trova su un altopiano a 2400m sopra il livello del mare, creando la situazione ideale per un allenamento “in altitudine”, che dovrebbe permettere al corpo di produrre più globuli rossi. Questo posto è molto conosciuto tra i corridori e soprattutto tra i maratoneti. Non per niente Iten è anche chiamato “Home of Champions”.

Durante le tre settimane ho soggiornato al Kerio View hotel. Per gli standard kenioti, un hotel di lusso. Per noi un albergo normale. Ma su consiglio di amici svizzeri già stati da queste parti, abbiamo optato per una variante più lussuosa e più sicura dal lato igienico ed alimentare. Infatti, il cibo era veramente ottimo, il servizio perfetto, e oltre alla pensione completa nel prezzo c’era inclusa anche una palestra con l’infrastruttura per fare forza, pesi e sport di resistenza. L’albergo è completamente occupato da sportivi di altissimo livello, come la squadra nazionale tedesca di atletica leggera, maratoneti francesi, belgi, ecc. Già solo vivere a contatto con queste persone è stato veramente interessante!

Abbiamo vissuto tantissime avventure sulle quali potrei scrivere un articolo molto lungo. Ho optato però per un riassunto un po’ più schematico (e spero breve) di queste tre settimane:

  • Prima di partire sono andata al centro di medicina da viaggio a Zurigo per la vaccinazione contro la febbre gialla, consigliata per il Kenya. Sono uscita dal centro con 5 nuovi vaccini (e io sì che ne ho fatti di vaccini nella mia vita 😉) e una lista con elencate tutte le malattie gravi che possono esserci in Kenya… Per fortuna, non ne abbiamo incontrate!

  • Il viaggio Zurigo – Francoforte, Francoforte- Nairobi con Lufthansa è andato molto bene. Purtroppo però, le nostre valigie sono rimaste a Francoforte… Così nei primi 5 giorni, finché sono arrivate le borse abbiamo imparato a vivere una vita semplice, con due paia di mutande…

  • Il viaggio interno da Nairobi ad Eldoret (in aereo) e da Eldoret ad Iten (in macchina) ci ha fatto vedere un po’ lo stupendo paese e allo stesso tempo ci ha fatto capire, come in Svizzera viviamo in un mondo privilegiato.

  • Arrivati ad Iten la voglia di iniziare a correre e scoprire i dintorni era grandissima. La frequenza cardiaca molto alta e il respiro affannoso già dopo pochi passi ci ha fatto ricordare che siamo a 2400m di altitudine e che servono vari giorni per acclimatarsi.

  • La prima settimana di allenamento è stata molto intensa e variata. Ogni allenamento è stato una nuova scoperta ed avventura.

  • La seconda settimana è stata purtroppo un su e giù di emozioni e di stato di salute. Sono stata male una notte (nausea e problemi intestinali) e mi sono presa un giorno di pausa per recuperare. Purtroppo però ho ripreso troppo in fretta ad allenarmi e ho avuto una ricaduta due giorni dopo, finendo di nuovo a letto con la nausea. Anche se sapevo che problemi di questo genere possono essere normali, e che in altitudine ci si mette di più a riprendersi, è stato frustrante essere bloccata in camera mentre gli altri si allenano in un posto così bello.

  • Mi sono ripresa in tempo per il weekend e così ho avuto ancora dieci giorni con ottimi allenamenti, varie forme di ripetute, longjogg, forza e tanto altro. In tutto è stato un campo molto intenso e con tante ore di allenamento!

  • La lezione che ho imparato: non sottovalutare l’altitudine, sia per l’allenamento che per il recupero!

  • L’allenamento di ripetute più impressionante è stato il “fartlek kenyano”: ogni martedì e giovedì mattina alle 09:00 in punto si parte per un “fartlek” (gioco della corsa). Normalmente il programma è 1 minuto di ripetuta seguito da 1 minuto di pausa. Possono partecipare tutti e tutte, e le tre volte in cui sono stata io, c’erano circa 100 partecipanti a volta, tra cui c’erano soprattutto kenioti ma anche “bianchi”. Se in Svizzera sono abbastanza forte fisicamente, in questi allenamenti ho sofferto molto, ed ero decisamente una delle ultime del gruppo…

Ore 09:00: pronti per il fartlek!

  • Il “lungo” più impressionante è stata la corsa nella Kerio Valley: 10 km con 1300m di dislivello in discesa, seguita dalla risalita (altri 10km con i 1300m di dislivello… questa volta in salita). In questi 1300m di dislivello abbiamo vissuto un grande cambio di vegetazione e di temperatura.

  • Il bello è che dovunque ci si perda o se non si ha più l’energia per tornare a casa a corsa (come purtroppo ho testato sulla mia pelle dopo la mia malattia), per 2 franchi c’è sempre un ragazzo che ti porta a casa in motorino 😉

  • Oltre all’allenamento anche il recupero è importante! Simon, massaggiatore keniota, era tutti i giorni al hotel ad aspettarci per un massaggio. Chiaramente non sono andata tutti i giorni, ma almeno quattro volte mi sono fatta massaggiare per bene. Per 1000 scellini kenioti (8 fr!!) si riceve un ottimo massaggio da 50 minuti!

  • Il cibo locale è semplicemente fantastico: mango, ananas, papaya e avocado freschi della regione a colazione, pranzo e cena. Mi ci potrei abituare 😉

  • Abbiamo fatto un’uscita safari: al mattino presto, prima dell’alba, siamo partiti per il Rimoi Game Park. Grazie a due guide esperte, che sono riuscite a leggere le tracce e gli escrementi, siamo riusciti a trovare gli elefanti. Essere (a piedi, non in macchina!) a pochi metri da un elefante vivo, vegeto e selvaggio, è stato molto emozionante!

  • La domenica in Kenya è giorno di pausa dall’allenamento e giorno di chiesa. Così ci siamo fatti accompagnare da un amico keniota nella chiesa cattolica del paese. Non abbiamo capito molto e dopo due ore ne avevamo anche abbastanza... Però è stato impressionante essere in una chiesa con 600 persone di tutte le età e sentire così belle canzoni.

Se questo campo di allenamento mi porterà i sperati miglioramenti a livello fisico, e mi farà fare un passo avanti, ancora non lo so. Ma in ogni caso è stata un’esperienza di vita incredibile ed un’avventura indimenticabile. Consiglio a tutti quelli che ne hanno la possibilità di vivere almeno una volta nella loro vita questa fantastica esperienza!

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